Dizionario TricoReborn
Glossario della tricopigmentazione
Una raccolta ordinata dei termini più importanti per capire tecniche, condizioni del cuoio capelluto, mantenimento e valutazione del risultato.
A
Alopecia androgenetica
Diradamento progressivo in cui genetica e sensibilità dei follicoli agli ormoni influenzano arretramento frontale, vertex e densità generale. Per la tricopigmentazione conta soprattutto capire quanto la perdita sia stabile.
Alopecia areata
Perdita di capelli a chiazze, spesso improvvisa, collegata a un meccanismo autoimmune. Prima di intervenire sulla cute serve una fase ferma e una valutazione dermatologica chiara.
C
Camouflage cicatrici
Lavoro di integrazione cromatica sulle cicatrici: piccoli punti di pigmento aiutano a ridurre lo stacco visivo tra tessuto cicatriziale e cuoio capelluto circostante.
Correzione tricopigmentazione
Revisione di un trattamento precedente quando forma, colore, intensità o distribuzione non risultano più naturali. Nei casi più complessi può essere necessario schiarire prima con laser o remover.
D
Dermatite seborroica
Alterazione frequente del cuoio capelluto con rossore, prurito e squame untuose. La priorità è riportare la pelle in equilibrio prima di programmare qualsiasi seduta.
E
Effetto densità
Soluzione pensata per chi ha ancora capelli presenti ma vede troppa cute in trasparenza. Il pigmento crea un fondo più omogeneo e rende il diradamento meno evidente.
Effetto rasato
Stile che ricrea l’aspetto dei follicoli appena rasati. Funziona quando il look scelto resta molto corto, di solito da 0 a 2 mm, e richiede una hairline coerente con il volto.
F
Follicolo
Piccola struttura cutanea da cui cresce il capello. La tricopigmentazione non lo sostituisce e non lo stimola: interviene sulla percezione visiva della cute.
H
Hairline
Disegno dell’attaccatura frontale. Una buona hairline non deve sembrare “disegnata”, ma dialogare con età, lineamenti, capelli residui e grado di calvizie.
L
Lichen planopilaris
Patologia infiammatoria che può lasciare aree cicatriziali senza ricrescita. La tricopigmentazione entra in valutazione solo quando lo specialista conferma assenza di attività.
M
Mantenimento
Richiamo programmato per mantenere il risultato leggibile, morbido e ordinato. Non ha una cadenza identica per tutti: pelle, sole, abitudini e tecnica modificano i tempi.
N
Norwood
Scala di riferimento per leggere l’evoluzione della calvizie maschile. Aiuta a capire se il progetto deve concentrarsi su stempiatura, vertex o copertura più ampia.
P
Pigmento semipermanente
Pigmento scelto per perdere intensità in modo graduale. Questa evoluzione controllata permette di aggiornare il lavoro quando cambiano cute, capelli, abitudini o stile.
Psoriasi del cuoio capelluto
Condizione infiammatoria che può creare placche, desquamazione e sensibilità cutanea. La seduta va esclusa nelle fasi attive o quando la pelle non è integra.
S
Scala Ludwig
Schema usato per orientarsi nel diradamento femminile, spesso distribuito sulla parte alta del capo. È utile per distinguere trasparenza lieve, media o avanzata.
T
Telogen effluvium
Caduta più intensa del normale, spesso collegata a stress, farmaci, carenze nutrizionali, cambiamenti ormonali o periodi fisicamente impegnativi. Prima di intervenire va capita la causa.
V
Vertex
Zona alta e posteriore della testa, dove il diradamento può creare un effetto “vuoto” molto visibile. Nel progetto richiede sfumature delicate e densità ben calibrata.